armadi antincendio

La gestione del rischio incendio all’interno di una struttura di ricerca rappresenta una priorità assoluta per la tutela dell’incolumità del personale e della continuità operativa. La presenza di sostanze volatili richiede l’adozione di sistemi di contenimento passivi che siano in grado di prevenire l’innesco di fiamme o di isolare il calore esterno. In questo contesto, l’integrazione di armadi per liquidi infiammabili da laboratorio certificati  non è solo una scelta di buon senso, ma un obbligo normativo preciso. Questi dispositivi costituiscono la prima barriera protettiva contro eventi catastrofici, garantendo un tempo di evacuazione sicuro in caso di emergenza.

Funzionamento e barriere termiche protettive

Il principio costruttivo di un armadio di sicurezza si basa sulla capacità di mantenere una temperatura interna inferiore alla soglia di auto-accensione dei vapori contenuti. Le pareti sono solitamente realizzate in acciaio con uno strato isolante interno composto da materiali ad alta resistenza termica. Tale struttura crea un guscio protettivo che rallenta la propagazione del calore esterno verso i contenitori stoccati.

Ogni elemento meccanico è progettato per reagire autonomamente alle variazioni ambientali. Le guarnizioni termo-espandenti applicate lungo il perimetro delle ante giocano un ruolo determinante, poiché si gonfiano in presenza di calore estremo, sigillando ermeticamente il vano interno. Questo processo impedisce l’ingresso di fiamme e la fuoriuscita di gas che potrebbero alimentare l’incendio.

Normative di riferimento e tempi di resistenza

La conformità tecnica di questi sistemi è regolata a livello europeo dalla norma EN 14470-1, che definisce i criteri di classificazione in base alla resistenza al fuoco. Gli armadi vengono testati in appositi forni per determinare quanti minuti di protezione possono offrire prima che la temperatura interna salga eccessivamente. Le classi più diffuse sono la Type 30 e la Type 90.

Scegliere un modello certificato Type 90 assicura novanta minuti di isolamento, offrendo un margine temporale ampio per l’intervento delle squadre di soccorso. La scelta della classe dipende spesso dalla valutazione del rischio specifica del locale e dal volume di prodotti chimici stoccati. La certificazione garantisce che ogni componente sia stato sottoposto a test distruttivi rigorosi.

Meccanismi di chiusura e ventilazione interna

Un aspetto fondamentale degli armadi per liquidi infiammabili riguarda i sistemi di chiusura automatica delle ante, che devono attivarsi qualora la temperatura superi una soglia prestabilita. Fusibili termici calibrati scattano solitamente intorno ai 50 gradi Celsius, garantendo che il mobile resti chiuso anche se l’operatore non è presente al momento dello scoppio di un incendio.

Oltre alla chiusura, è necessaria una corretta gestione dei vapori che possono accumularsi nel tempo all’interno del vano. Molti modelli prevedono condotti di ventilazione dotati di valvole tagliafuoco che si sigillano automaticamente. L’allacciamento a un sistema di estrazione esterno è caldamente raccomandato per mantenere la concentrazione di vapori al di sotto dei limiti di esplosività.

Organizzazione dei ripiani e vasche di raccolta

La gestione interna dei prodotti richiede l’uso di ripiani resistenti ai carichi pesanti e dotati di bordi rialzati. Un requisito essenziale è la presenza di una vasca di raccolta sul fondo dell’armadio, progettata per contenere eventuali sversamenti accidentali di liquidi. Questo accorgimento impedisce che le sostanze fuoriuscite possano propagarsi al di fuori della struttura metallica.

L’altezza dei ripiani deve essere facilmente regolabile per adattarsi a flaconi di diverse dimensioni, ottimizzando lo spazio disponibile. È fondamentale che i materiali scelti per gli interni siano resistenti alla corrosione, poiché molti composti infiammabili presentano anche proprietà chimiche aggressive che potrebbero intaccare le finiture standard o indebolire la struttura portante.

Posizionamento strategico nel layout tecnico

L’ubicazione di un armadio per liquidi infiammabili non deve intralciare le vie di fuga o essere troppo vicina a potenziali fonti di calore o innesco elettrico. Il posizionamento deve favorire un accesso rapido ma controllato, evitando aree di forte passaggio dove urti accidentali potrebbero compromettere l’integrità delle ante. Una segnaletica chiara e visibile è indispensabile per l’identificazione.

La stabilità è un altro fattore critico; gli armadi devono essere perfettamente livellati per garantire il corretto funzionamento dei meccanismi di chiusura automatica. L’uso di basi zoppate o sistemi di livellamento integrati permette di compensare eventuali irregolarità del pavimento, assicurando che le guarnizioni termo-espandenti combacino perfettamente in caso di necessità.

Manutenzione e verifiche di conformità periodiche

L’efficacia di un sistema di protezione passiva dipende dalla costanza delle prestazioni nel tempo. È necessario programmare verifiche periodiche per controllare l’efficienza delle cerniere, lo stato delle guarnizioni e la fluidità dei sistemi di chiusura assistita. Polvere o residui chimici potrebbero infatti ostacolare i meccanismi sensibili, compromettendo la sicurezza globale.

Un registro delle manutenzioni permette di tracciare ogni intervento e di garantire che gli standard di sicurezza siano sempre rispettati secondo le indicazioni del produttore. La formazione del personale sul corretto utilizzo dell’armadio completa il quadro preventivo, assicurando che le ante non vengano mai lasciate aperte o bloccate intenzionalmente per comodità operativa.

Redazione
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